San Genesio San Genesio

 

Sono tanti i pellegrini che ancora oggi percorrono la Francigena, che collegava nel Medio Evo l'Europa settentrionale a Roma, con un flusso ininterrotto di uomini, eserciti, traffici, commerci, idee e culture. Da Lucca, passa da Galleno, Ponte a Cappiano e Fucecchio arrivando all'antico borgo di San Genesio. Da qui partiva un fascio viario, non un unico percorso, che saliva lungo il crinale e toccava nelle sue diramazioni Calenzano, San Quintino, Coiano, Corazzano, Castelnuovo d'Elsa, Castelfiorentino per poi riunirsi e proseguire per Siena.

La Via Francigena si era sviluppata fondamentalmente utilizzando un'antica via di comunicazione di epoca romana, la via Quintia. Le origini dei pellegrinaggi verso Roma sono molto antiche. A quel tempo (circa VI secolo) i Longobardi occupavano il nord e centro Italia. Durante il loro regno furono privilegiate le strade di comunicazioni interne, poco battute, ma più sicure perché lontane dalle coste. San Genesio si trovava in questa ottica in un punto ottimale, al centro della Valle dell'Arno rappresentava un punto strategico e logistico.

 

Via francigena

 

La Pieve poggiava sopra a quello che gli scavi archeologici hanno indicato come un cimitero di epoca tardo romana, presumibilmente fu costruita in un'area precedentemente già abitata da una mansio in epoca romana. Il primo centro abitativo, invece, fu fondato da un ricco personaggio di origine longobarda, Wallar, il quale, convertitosi al cristianesimo vi edificò una pieve. Le chiese di campagna erano satelliti importanti per le gerarchie ecclesiastiche, che al tempo non gestivano più soltanto l'aspetto religioso dell'esistenza ma anche, e soprattutto, questioni politiche. Alla Pieve di San Genesio furono concessi così i diritti di sepoltura e di battesimo, creando una diretta dipendenza della Chiesa sul territorio.

L'ultimo discendente di Wallar donò al Vescovo di Lucca le sue proprietà, il quale prese l'occasione per inaugurare la costruzione di una maestosa chiesa, fra le più grandi nel Val d'Arno a quell'epoca. Era già eretta quando nel 715 si attesta il più antico documento dell'assemblea istituita dall'impero longobardo dove vi si riunirono i vescovi di Fiesole, Pisa, Firenze e Lucca. Intanto, le folle di pellegrini aumentano progressivamente, e il vicus wallari crebbe godendo della vitalità data a un luogo di crocevia di persone e culture. Alla fine del X secolo compare anche tra le submansiones del viaggio compiuto dall'arcivescovo Sigerico diretto a Canterbury di ritorno dalla visita a Roma. Anche i prodotti ritrovati presso il sito archeologico testimoniano una vivacità di oggetti artigianali (monete, vasellame, ceramiche...) a testimonianza della ricca rete commerciale che univa San Genesio all'Europa e al Mediterraneo.

La sua collocazione fu il motivo delle fortune del borgo che conobbe momenti di vera gloria attorno all'anno Mille. Qui nel 1055 si svolse la "dieta" imperiale indetta dall'imperatore Enrico III e diverse altre vi si tennero durante tutto il XI e XII secolo. Qui i vescovi di Fiesole, Pisa, Firenze e Lucca si incontrarono con i notai imperiali, e successivamente Papa Gregorio VII, il re di Francia Filippo il Bello, l'Imperatore Federico Barbarossa scelsero questo luogo per incontri ufficiali. Mentre il borgo cresceva, con esso aumentava l'influenza di Lucca nel territorio del Valdarno. Nel corso del XII secolo iniziò la fortificazione del castello militare di San Miniato che lentamente iniziò a fare ombra su San Genesio. Con Federico II di Svevia San Miniato diventò centro amministrativo imperiale in Toscana. Alcuni eventi storici in questa fase condussero alla fine di San Genesio: per prima cosa l'Imperatore Federico II deviò la Via Francigena facendola passare non più dal borgo a valle ma su per la collina; nel 1236 furono concessi i diritti di sepoltura e battesimo alla chiesa che si trovava presso il castello. Nel 1248, i sanminiatesi distrussero e incendiarono completamente San Genesio, allontanando la competizione lucchese sulla Valle dell'Arno. Sulle rovine dell'antica cittadina nacquero campi per il pascolo e la sua storia fu lentamente dimenticata.

Il sito di San Genesio rappresenta uno dei contesti archeologici più significativi della Toscana per lo studio dell'altomedioevo lungo la via Francigena. Dalla campagna di scavi, iniziata nel 2001 e capeggiata dall'Università di Siena, è emersa dopo secoli una città. Terra di passaggio quella di San Miniato. Ieri come oggi, i pellegrini passano lungo i luoghi di accoglienza dispersi lungo l'itinerario che raggiunge sia il borgo di San Miniato passando e ricordando questi antichi luoghi.