Appunti di storia Appunti di storia

The origins towards the 3rd century b.C.

San Miniato has an history of etruscan and later roman colonies, as evidenced by excavation of a 3rd century b.C. necropolis and those of a roman villa.
 
The original core of the city dates back to the 8th century, when, according to the original document from 713, seventeen longobards built a church there dedicated to the martyr Miniato.
 
In detail: 1977 some remains of a bronze-age village were found in an area called Paesante, later near Rio Ensi (Poggio alle conce), in Cigoli (Poggio del Lapone) but also in other parts of the Egola Valley several finds were discovered.
 
The experts made importants discoveries as regards the fauna too. For example the fossil crab in Balconevisi and the whale founded near Calenzano.  All these finds are kept in the Archaeological Museum in Florence.
 
The remains discovered and studied also in recent years show that this territory was wealthy in the Etruscan and Roman ages as well.
 
The Etruscans settled between river Era and river Elsa.
 
During ‘700 two epigraphic monuments were uncovered in the church in Coniano. 1934 the archeologists found a hellenistic necropolis in Fontevivo.  Part of these remains can be admired  at the Archaeological Museum in Florence and in smaller part in our archaeological collection. The excavation of this necropolis made the archaeologists  think that near that area there was a big Etruscan settlement. Some years later some tombstones were found in Montalbano, Bucciano, while other finds have been discovered in Gargozzi, La Serra.  All these remains show that this area was populated at least  one century before the arrival of the Romans.  A lot of Etruscan finds were discovered also along the river Arno valley.
 
Thanks to the archaeologic excavations in San Genesio  and to the discovery of the gravestones and of an Etruscan house, we can now make a new study related to the Etruscan settlement in San Miniato.
The finds confirmed without any doubt that the Etruscan population who settled here was a highly civilized society and the beautiful and particular ceramic-ware show their intense trade.
 
During the 2nd and the 1st century b.C. San Miniato was under the Romans rule.
 
In this period the road system changed. People left the Etruscan road network in favour of the one on the flat. The Via Pisana  (part of one Etruscan arterial road) was opened as a roman road. The route followed the river Arno as far as Pisa and joined the Via Aurelia. That was the modern-day street Tosco-Romagnola, instead the Via Clodia (an Etruscan road) followed the river Elsa. Along these roads rised several villages, people traded and met each other.
In San Miniato the Romans settled in the part of the city that today is known as Piazza XX Settembre (the ancient district Poggighisi, later called Piazza Santa Caterina), where there was  a military camp and the square that today is called Buonaparte, where people celebrated the pagan rites.
 
Probably that square was also a place for Romans for meeting with the native Etruscans who settled in the northen part of the hill. A block of marble with a pagan epitaph was uncovered In the ancient church of San Jacopo e Filippo di Pancole (that was in the square that today is called Piazzetta Pancole).
 
In fact, according to some experts, the toponym Pancole should come from Pan, the God of abundance and prosperity.
 

Il primo nucleo Il primo nucleo

I Longobardi

Il nucleo originario della Città risale all'VIII secolo, quando diciassette longobardi, secondo il documento originale del 713, edificarono una chiesa dedicata al martire Miniato. Sebbeno non sia possibile parlare ancora di un territorio di San Miniato (si deve aspettare il XII secolo con l'esplicitarsi del controllo politico unificatore imperiale) quello dei longobardi è il primo nucleo che inizia a svilupparsi e affermarsi come cellula del territorio.
 
Questo oratorio con le case ad esso addossate, grazie alla particolare localizzazione geografica, al sicuro dalle inondazioni e dalle scorrerie militari, assunse il ruolo di centro di attrazione sulle campagne circostanti. Crebbe di importanza e affermò la propria giurisdizione sul territorio.
 
Durante i secoli XII e XIII ebbe luogo una violenta rivalità con il vicino borgo di Vico Wallari (borgo di San Genesio) sede di un'antica pieve e nodo strategicamente importante alla confluenza dell'Arno con l'Elsa. Il borgo fu definitivamente distrutto nel 1198.
 

Città imperiale Città imperiale

Federico II

Dopo il 1164, San Miniato divenne sede dell'amministrazione delle finanze imperiali per la Tuscia (Italia centrale). Il borgo si munì di imponenti strutture difensive, cambiando il paesaggio e rendendo inconfondibile il suo potere anche a grandi distanze.
 

Il cambiamento definitivo dell'egemonia territoriale - e la definitiva rovina del borgo di San Genesio - avvenne in due fasi: nel 1217 l'Imperatore Federico II fece deviare la via del contado dal suo percorso originario; la strada che un tempo transitava lungo la valle dell'Arno fu fatta passare nel borgo in collina, decretando una posizione di centralità della geografia del tempo. Nel 1236, il titolo di Pieve Fonte Battesimale furono trasferiti alla Chiesa di Santa Maria in San Miniato.

Lo sviluppo spaziale e edilizio successivo alla fortificazione medievale aveva dato un nuovo volto a San Miniato: la divisione del centro urbano in terzieri e successivamente in contrade, fu la diretta conseguenza di una nuova partizione della città in nuclei difensivi, ognuno dotato di una struttura urbana e di fortificazioni e sistemi di approvvigionamento autonomi. I terzieri erano la risposta territoriale ad una politica imperiale accentratrice che aveva inciso sul tessuto urbano determinandone le linee del suo sviluppo futuro.

Se nel corso del XII la presenza di vicari stranieri nella politica interna aveva garantito il sopravvento della fazione dei Ghibellini (filo-imperiali) sui Guelfi (che parteggiavano per Firenze), le dinamiche di forza si ribaltarono fra il XIII e XIV, quando i magnati (nobili filo-imperiali) persero il controllo della scena politica interna all'amministrazione comunale lasciando il posto alla nuova classe dirigente dei popolani.
 

I Medici a San Miniato I Medici a San Miniato

Istituzione del vicariato

Per i successivi due secoli le vicende di San Miniato furono turbolente: in un periodo di pestilenze e di profonda crisi agricola, la stabilità politica fu fortementre minacciata e l'amministrazione subì un generale decadimento, le campagne furono così saccheggiate ed incendiate riducendole ad uno stato di abbandono e povertà. Con il tempo la città risentì di una sempre più forte influenza fiorentina, non tanto per l'importanza del castello nella politica toscana, quanto per la sua strategica posizione geografica.
 
Nel 1370 il castello fu definitivamente conquistato dai fiorentini. Furono ridefiniti i limiti amministrativi del territorio istituendo la podesteria di San Miniato e delle terre più prossime, e il vicariato, che comprendeva i castelli limitrofi. In un secolo di progressiva crescita e arricchimento delle famiglie nobili locali le quali apportarono i più grandi cambiamenti urbanistici nel centro storico istituendo nuovi suntuosi palazzi abbandonando per sempre la forma medievale.
 
Nonostante l'amministrazione fosse passata definitivamente sotto la gestione dei Medici, dal punto di vista ecclesiastico San Miniato dipendeva ancora dalla Diocesi di Lucca. Si dovette aspettare il 1622 perché San Miniato passasse al rango di Città. L'episodio fu fortemente favorito dall'interessamento personale di Maria Maddalena, Arciduchessa d'Austra, moglie del Granduca Cosimo II, la quale affezionatasi all'eredità tedesca del borgo, spinse affinché San Miniato ottenessa una propria Diocesi.
 

Epoca Moderna Epoca Moderna

Occupazione napoleonica e dopoguerra

Il 22 agosto 1808 il Granducato di Toscana fu annesso all'Impero napoleonico e, con la nuova organizzazione amministrativa del territorio, San Miniato diventò una Mairie del circondario di sottoprefettura di Firenze. L'amministrazione francese che, nel 1810, diede inizio ad un nuovo censimento che rilevò gran parte del territorio toscano. Al 1817 risale un importante censimento dei terreni e fabbricati che aggiornarono le mappe e i documenti del catasto toscano.
 
Il XIX secolo vide in generale una nuova organizzazione dell'impianto urbanistico per quanto riguarda le strade: una nuova maglia stradale per il centro storico, nuove strade per collegare San Miniato e suoi terriori prossimi, un collegamento diretto con l'appena inaugurata stazione ferroviaria.
 
Nel XX il passaggio della guerra nel luglio del 1944 fu estremamente distruttivo: i molti bombardamenti lasciarono il piccolo centro e il suo territorio in uno stato di profonda rovina. Alcuni edifici, come la torre di Federico II vennero ricostruiti con forma, dimensioni, materiali e tecnica strutturale il più possibile fedeli agli originali, mentre altri vennero restaurati nelle parti distrutte.