Le Chiese Le Chiese

Le Chiese: il cammino della fede

Cattedrale

La chiesa trecentesca è coperta di affreschi e sfondata ai lati in cappelle, a loro volta affrescate e dotate di un ornato polittico via via arricchita di altri dipinti e sculture. Nomi noti e prestigiosi: Taddeo di Bartolo, Domenico di Michelino, Bernardo Rossellino, Francesco Morandini detto il Poppi, Pier Dandini, Matteo Bonechi, Francesco Curradi, si alternano a quei maestri ancora avvolti nell'anonimato ma non per questo meno interessanti: dal maestro della Madonna Lazzaroni, al Maestro della Natività Johnson, al Maestro di San Miniato. Il processo artistico per arrivare al cuore e alla mente dei fedeli culmina nella narrazione della storia della vita e dei miracoli di San Domenico, condotta con ampiezza nella parte alta del presbiterio e della navata da Anton Domenico Bamberini nel primo Settecento, con una scelta di temi ben attenta ai contenuti di dottrina. E' la fede quello che ha mosso i committenti di opere d'arte tanto belle e ha ispirato gli artisti. E' lo spiegare il Vangelo e l'opera di Dio verso il mondo in modo facile, che tutti potessero capire.

Sempre opera del Bamberini sono gli affreschi all'interno del Santuario del SS.mo Crocifisso. L'arte qui diventa armonia e lode a Dio secondo uno schema preciso. Nel sacro luogo dove, come sottolinea Franco Cardini, il culto di questo crocifisso ci racconta la storia sotto forma di mito e leggenda della San Miniato ghibellina, si racconta un'altra storia, quella del Dio fatto uomo, annunciato e atteso per poi risorgere e ascendere al cielo.

La cattedrale invece non ha un'unica impronta. E' il frutto di lavori e di interventi che si sono succeduti dopo la nascita della diocesi. Il definitivo assetto interno è della metà dell'Ottocento. Non ci sono più i segni del periodo romanico come la facciata potrebbe far intuire ma pregevoli opere di indiscusso valore. L'aula a tre navate conferisce solennità, al pari dei relativi soffitti lignei finemente intagliati e ricoperti di oro. Sono da ricordare la pala d'altare di Aurelio Lomi e l'acquasantiera di Ghibellino Guarnieri. Una recente campagna di scavo all'interno della chiesa ha riportato alla luce gli strati più antichi dell'edificio fino a ritrovare le fondamenta della prima cappella di epoca romanica. L'austerità e l'essenzialità caratterizzano la chiesa di San Francesco. Sarà perché con l'Unità d'Italia subì la spoliazione di molti arredi o per le chiusure  avvenute nell'Ottocento durate alcuni lustri. La chiesa, a navata unica, conserva numerose opere d'arte dei secoli XVII e XVIII, e alcune tele di Carlo Bambocci. Sul retro dell'altare trova posto il notevole coro ligneo attribuito a Baccio d'Agnolo.

La Chiesa di Santo Stefano, sorta nel XII secolo contiene un crocifisso ligneo di Pietro Cavallini del XV secolo, i quattro evangelisti di Domenico Brogi e le vetrate a mosaico e gli affrechi di Dilvo Lotti, mentre sull'esterno conserva la sistemazione trecentesca sulla discesa, le finestre chiuse e lo stemma dei cavalieri del Tau. Elevata a prioria, essa occupa con un decreto del vescovo Poltri il secondo posto dopo la cattedrale ed è ricordata in una bolla di Papa Celestino III.

SS.Annunziata con la cupola ottagonale e la pianta a croce greca conserva opere del Cinque-Seicento e successivamente affrescata nella cupola e nelle cappelle laterali dal Bamberini. Nella sagrestia si può ammirare una statua in pietra di Sant'Agostino e una tavola raffigurante Santi Agostiniani, da attribuire a Giovanni Brina.

Chiesa di San Francesco

Chiesa di San Domenico

Cattedrale

Crocifisso