Il tartufo più grosso del mondo Il tartufo più grosso del mondo

Il tartufo più grosso del mondo è un record di San Miniato

Bisogna alzarsi molto presto, non c'è che dire, è fatica e alle prime ore della notte essere già in bosco. Lo sapeva bene Arturo Gallerini, soprannominato il "Bego", di notti bianche ne ha vissute tante. Lui è di casa nei boschi di San Miniato dove l'Egola e la Chiecina scorrono laggiù a valle.

il tartufo più grosso del mondo

Faceva freddo quella mattina d'autunno inoltrato. La lanterna in mano, il vanghetto a tracolla e via per i sentieri. Il rumore del silenzio è quasi assordante, interrotto da alcuni animali notturni. Il "Bego" conosce le piante: il pioppo, il salice, la querce, e conosce, senza darsi una risposta, il proverbio che "fra Doderi, Montoderi e Poggioderi c'è una bella margherita che costa più di Firenze e Pisa".
Era nebbia in quella notte umida. Gli teneva compagnia Parigi, il suo fedelissimo compagno, un cane bastardo, come si addice ai bravi cani da tartufo, di grossa taglia a pelo liscio ed ondulato, con la coda a spazzola. Uno, due, tre, quattro chilometri per il bosco, poi altrettanti nel fondovalle acquitrinoso. Parigi non si dava pace quella notte in cui non riusciva a fiutare neanche l'aroma di un tartufo di piccola taglia.

E' lui che fa strada e guida il "Bego". Una notte in bianco, più che una notte bianca si stava consumando, quando Parigi improvvisamente cominciò ad abbaiare, a girare velocemente, ad annusare, con concitazione. Poi iniziò a scavare. Arturo corse veloce, raggiunse il suo cane. Posò la lanterna, anche lui si mise a scavare. Aveva il vanghino,
ma volle fare con delicatezza. Il profumo diventava sempre più forte, più intenso.
Agli occhi di Bego appare un tartufo enorme, pesante, una cosa mai vista. Stanco lo assale l'emozione. Bravo Parigi, sei stato bravo... – mentre lo accarezza e gli dà la meritata ricompensa. Intanto i primi bagliori dell'alba, illuminavano le sinuose colline che si coloravano, come per magia con una pennalata di pallido sole d'autunno e la rugiada si trasformava in argentee gocce sull'erba. Il tempo di arrivare a casa e prendere le stadere. Due chili e diciotto tacche. 2520 grammi. Annota il peso, il giorno e il luogo sul suo inseparabile calendario, è il 26 ottobre 1954. Arturo Gallerini, il "Bego" ha trovato il tartufo più grande del mondo. Il tartufo finirà lontano, al presidente degli Stati Uniti d'America Eisenhauer, regalatogli dal commerciante di Alba Giacomo Morra.

E in ricordo di quella notte bianca e in memoria del suo fedele amico, il Bego darà a tanti altri suoi cani il nome di Parigi.