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La Masseria delle Allodole- dal 19 al 25 Luglio. Il Dramma 2018 - LXXII Festa del Teatro

a San Miniato, in centro storico, Piazza del Duomo

dall'ononimo romanzo di Antonia Arslan
elaborazione drammaturgica Francesco M. Asselta e Michele Sinisi
scene Federico Biancalani
costumi Elisa Zammarchi
luci Federcio Biancalani e Michele Sinisi
aiuto regia Nicolò Valandro
regia Michele Sinisi
con (in o.a.) Stefano Braschi, Marco Cacciola, Gianni D'Addario, Michela De Rossi, Giulia Eugeni, Arsen Khachatryan, Ciro Masella, Stefania Medri, Giuditta Mingucci, Donato Paternoster, Roberta Rosignoli, Michele Sinisi, Adele Tirante.


Lo spettacolo è tratto dal romanzo La Masseria Delle Allodole di Antonia Arslan, scrittrice italo armena, che narra le atrocità del genocidio armeno attraverso la tragedia vissuta dalla sua famiglia. In occasione della morte del capofamiglia, il primogenito Yerwant, trasferitosi in Italia giovanissimo, decide di ritornare in patria per riabbracciare la famiglia e suo fratello Sempad. In quello stesso periodo, primavera del 1915, a ridosso dello scoppio della Grande Guerra, la Turchia decide di "purificare" il carattere nazionale attraverso criteri etnico-culturali-religiosi avviando lo sterminio del popolo armeno, che da millenni abitava quella terra. Cominciano le deportazioni e la famiglia di Sempad per sfuggirvi si rifugia nella propria masseria. Un gruppo di soldati, informato di questo spostamento, irrompe nella masseria e uccide tutti i maschi, compresi i bambini, tranne il piccolo Nubar, che portava un vestitino da femmina. Le donne, tra cui Shushanig senza più Sempad, vengono deportate assieme a tanti altri armeni verso i campi di concentramento in Siria. In quel viaggio si mostra la ferocia disumana delle squadracce dell'esercito turco contro i perseguitati, privati di cibo e acqua, affogati nella disperazione, marce forzate, decine di migliaia di donne stuprate e seviziate: un totale di 1.500.000 persone saranno portate alla morte secondo un modello che di lì a poco ispirerà Hitler nello sterminio degli ebrei. Dell'intera famiglia, sfuggiranno alla morte solo tre bambini che riusciranno ad arrivare in Italia. Sulla scena si racconta di come la politica, completamente svincolata dalla morale, diventa indifferente ai valori della civiltà. Qui si racconta dell'assenza di limiti umani e della morte di Dio, di ciò che fa diventare il genocidio "utile a qualcosa".


San Miniato,  Piazza Duomo,  dal 19 al 25 luglio 2018 alle ore 21.30.

Per informazioni e biglietti: Fondazione Istituto del Dramma Popolare tel 0571 400955 - www.drammapopolare.ii