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Dove nasce e come si raccoglie il pregiato tartufo di San Miniato

la ricerca del tartufo

Ci vogliono particolari caratteristiche affinchè esso possa nascere e svilupparsi in quanto si tratta di un fungo sotterraneo particolarmente sensibile. Il tartufo vive sulle radici di particolari piante pioppo, salice, querce (farnia, roverella, cerro), carpino, tiglio, che costituiscono la maggior parte dei boschi di latifoglie nella nostra zona. Grazie a uno scambio simbiotico con la pianta da cui riceve le sostanze alimentari e altre sostanze minerali dal terreno si sviluppano così i suoi organi riproduttivi nel sottosuolo. Il suo habitat è il fondovalle umido in terreni argillosi e tufacei e il suo clima ideale deve essere temperature relativamente basse. Per questo si sviluppa da settembre a dicembre. La forma e le dimensioni variano a seconda delle caratteristiche del terreno dove si è sviluppato.

Idealmente, il tartufo dovrebbe vivere in un luogo dove non c'è nessun tipo di inquinamento. La difesa dell'ambiente in cui il tartufo vive e si riproduce è una sfida aperta e affrontata nel territorio sanminiatese già da decenni. Il mantenimento di un certo assetto idrogeologico e il non utilizzare in agricoltura antiparassitari, diserbanti e pesticidi permettono di mantenere intatto l'habitat di crescita. Per questo la ricerca di uno svilupposostenibile del territorio ha permesso che il tartufo potesse continuare a vivere la vittoria è legata anche alla sfida vinta delle industrie conciarie del cuoio e della pelle attive nel territorio, le quali oggi grazie alla tecnologia riescono a riutilizzare la totalità degli scarti di lavorazione e rimettere nel circuito acque depurate.

L'uomo non lo può trovare da solo. Ha bisogno di un cane che col suo olfatto riesce a fiutarlo. Una volta raggiunta un'adeguata maturazione il tartufo bianco trasmette un intenso profumo con sentori che vanno dal miele al fieno, dalla terra bagnata alle spezie, dall'aglio al fungo. Non c'è una razza particolare che possa fare questa ricerca, quasi sempre si tratta di un cercatore nato da un incrocio e figlio di altri bravi cercatori. E' comunque indispensabile una particolare tecnica di allenamento. Un buon cane può sentire un tartufo da grande distanza ed anche a 50 centimetri ed oltre sotto terra. Della ricerca dei tartufi ci sono notizie certe alla fine dell'Ottocento. Ed è noto come tante famiglie della Valdegola andassero per hobby o per incrementare il poco bilancio familiare a fare tartufi.

 

credit Savitar

 

credit Truffle in Tuscany