Federico II Federico II

L’impero di Federico II, Dante alighieri e San Miniato al Tedesco

XIII canto dell'inferno, "Divina Commedia", Dante Alighieri:

"Io son colui che tenni ambo le chiavi
del Cor di Federigo, e che le volsi,
serrando e disserrando, sì soavi
che dal secreto suo quasi ogn'uom tolsi:
fede portai al glorioso offizio,
tanto ch'i ne perde' li sonni e' polsi."

Federico II

Dante si riferisce a Pier delle Vigne, giurista, dettatore in latino e rimatore volgare, protonotaro alla corte di Federico II. Fu uno tra i più autorevoli consiglieri dell'imperatore. Accusato di tradimento nel 1248, venne gettato in carcere all'interno della Torre di Federico e accecato a morte.

La posizione della fortezza medievale consentiva un controllo strategico sul transito tra Firenze e Pisa. Le caratteristiche della struttura indicano la probabile partecipazione alla costruzione di maestranze normanne. San Miniato, di fazione ghibellina, conobbe il suo periodo d'oro con Federico II di Svevia da cui ottenne numerosi privilegi. Tra il 1217 e il 1223 portò a compimento la torre sul punto più alto della rocca a completamento delle opere difensive già intraprese da Ottone I. Se Ottone I di Sassonia, nel 962 aveva fondato la sede dei vicari imperiali con giurisdizione su tutta la Toscana a San Miniato, Federico II di Svevia destinò il suo castello alla raccolta dei tributi per l'Italia centrale. In tanti vi soggiornarono e vi risiedettero: Federico Barbarossa dal 1167 al 1178, Enrico IV nel 1184, 1186 e 1194, Ottone IV nel 1209.

Oggi, insieme alla Torre di Matilde, attuale campanile della Cattedrale, e alla torre delle Cornacchie (abbattuta nel XVIII secolo) sono gli unici resti della fortezza. Una veduta di ciò che doveva essere la fortezza è conservato in un affresco presso i corridoi vaticani, e in un particolare della pala d'altare realizzata dallo Sprangher nella chiesa di San Francesco.