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Architettura e natura si fondono

credit Riccardo Taddei

Percorri la valle dell'Arno e ti accorgi tra le sinuose linee dei colli ricoperti di verde, in cima a uno di essi, di una Torre. Ti avvicini e ti accorgi che la cittadina è molto di più. San Miniato non si mostra tutta intera. Ma più che ti avvicini e più che la città scopre i suoi veli. La strada sale immersa nella natura, arrivi, sali su un ascensore panoramico e ti ritrovi a godere della valle dell'Arno, laggiù nel piano. Pochi passi e sei circondato da palazzi carichi di secoli, di vie ricoperte di pietre consumate dagli anni. Inizi a percorrerle e ti accorgi che c'è ancora di più. A ogni passo ti devi soffermare, un palazzo ha appena terminato di raccontarti la sua storia che eccone un altro pronto a narrarti le sue nobili origini.

Ci sono luoghi che hanno un'atmosfera magica, come Piazza del Duomo. Guardi e ti accorgi che nelle linee romaniche della facciata sono inseriti dei bacini ceramici disposti come le costellazioni dell'Orsa. Ci sono piazze eleganti e sobrie come quella del Seminario, ti metti a leggere sulla facciata, ci sono massime di moralità. I due archi che collegano la piazza danno vita a una sorta di corridoio vasariano. Pochi metri in discesa e piazza Mazzini diventa una terrazza panoramica sulla campagna, gustoso piccolo antipasto di questa terra. Ci sono luoghi che sono scene di un film come la scalinata che dal Palazzo Comunale porta al santuario del SS.mo Crocifisso circondata dalla Torre di Matilde di Canossa e dalla Torre di Federico II. Tutto ha un ordine, tutto ha un tempo, tutto ha un perché, tutto ha un'armonia. Sembra di viaggiare in una sorta di macchina del tempo che rimanda a epoche e secoli diversi e lontani.

Ci sono luoghi che ti danno serenità e ti anelano verso la preghiera o ad una ricerca interiore come il convento di San Francesco, costruito dove sostò il santo patrono d'Italia. Guardi in alto percorrendo le strade e leggi le lapidi dei tanti uomini illustri che hanno fatto la vita e la storia della città, Napoleone Buonaparte fu uno di questi. Ci sono luoghi da capogiro, come quando sali sulla sommità della Rocca, la Torre di Federico II e con il cannocchiale vedi fino al mare, intravedi Firenze, Volterra, Pistoia e i principali centri e ti accorgi che sei nel cuore della Toscana e hai tutto sotto controllo. Scendi e ti ritrovi all'inferno. Dante Alighieri ha lasciato su un masso la sua firma, il XIII canto dell'Inferno che racconta la storia di Pier delle Vigne. Ma questo è solo l'inizio.